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TEATRO DEL POPOLO
martedì 24 gennaio ore 21.00 (A Popolo, Oro, Rosso)
mercoledì 25 gennaio ore 21.00 (B Popolo, Argento, Arancio)
Associazione Teatro di Roma
Emilia Romagna Teatro
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI
di Bertold Brecht
con Umberto Orsini
regia Claudio Longhi
“Buffa” e mordace parabola satirica sulla corruzione del potere,
La resistibile ascesa di Arturo Ui racconta la cronaca nera della
Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita
per invenzione dell’autore in una coeva Chicago in cui l’industria
magnatizia del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra
del gangster Arturo Ui, satirico “alias” di Adolf Hitler.
Scritta tra il ‘40 e il ‘41 dall’esilio finlandese, Brecht definirà in
seguito l’opera una «farsa storica», dato il piglio ironico, salace
ed «epico» al contempo con cui essa ricostruisce la tragicomica
epopea di un trust scalcagnato in una città corrotta, ammiccante
alla situazione economico-politica in dissesto nella Germania dello
stesso periodo.
Con Umberto Orsini, assoluto protagonista nel ruolo del titolo,
affiancato da una troupe giovane e affiatata, lo spettacolo intende
assecondare pienamente l’ispirazione grottesca del copione,
conferendo all’apologo una dimensione “circense”, dove l’incisiva
brevità dei singoli “numeri”, l’ equilibristica retorica della sopraffazione
mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati
e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si
serve come arma storico-critica, traducono in una “rivista” briosa
e nitida, caustica ed elegante, la parabola sul tragico nonsenso del
nostro passato.
- dalla scheda di presentazione della Compagnia
Il successo dell’ Arturo Ui di Umberto Orsini, con la regia di Claudio
Longhi, con cinque settimane di esauriti nella capitale e una trentina
di città già in lista d’attesa per i prossimi due anni, si spiega
certo con la qualità e anche con l’allegria dello spettacolo. Il testo
è rivisitato e sfrondato con intelligenza. Orsini è il maestro delle
scene che tutti conoscono; la giovane compagnia è ricca di talento;
regia, drammaturgia, luci, costumi sono di una raffinatezza mai intellettualistica,
anzi mostrano un’attenzione perduta per il teatro
popolare. Ma il merito principale dell’ Arturo Ui di Orsini è di sottrarre
Brecht alla tirannie della mode e restituirlo alla dimensione
di classico, ovvero di autore dall’eterno presente.
Curzio Maltese - Repubblica 28 aprile 2011
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