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TEATRO POLITEAMA
martedì 14 febbraio ore 21.00 (A Politeama, Oro, Blu)
mercoledì 15 febbraio ore 21.00 (B Politeama, Argento, Verde)
Teatro Stabile d’Abruzzo e Khora.teatro
CYRANO DI BERGERAC
da Edmond Rostand
con Alessandro Preziosi
regia Alessandro Preziosi
Cyrano de Bergerac, poeta vissuto nel Seicento, guascone d’origine,
spadaccino formidabile, fanfarone e coraggioso, è innamorato di
una bella cugina, Rossana. Dispera di ottenerne l’amore perché ha
un naso spropositato. Allora si fa sostituire da un giovane e prestante
amico, Cristiano, per il quale scrive meravigliose lettere d’amore.
Con il risultato che Rossana si innamora del ragazzo.
Alessandro Preziosi torna a teatro interpretando i panni di Cyrano,
l’uomo con il nasone che nutre un amore impossibile verso Rossana.
Cyrano de Bergerac è infatti una storia sull’impossibilità di
amare. La commedia di Rostand rappresentata per la prima volta
nel 1897 ottenne, e continua ad ottenere, un eccezionale successo
di critica e pubblico tanto da far diventare il singolare spadaccino
Cyrano uno dei personaggi più amati a conosciuti a teatro. La sua
geniale temerarietà, la drammaticità della sua fiera esistenza, vissuta
pericolosamente all’insegna del non piegarsi mai alla mediocrità
e alle convenienze, costi quel che costi, ne fanno un autentico
eroe romantico e al contempo un personaggio straordinariamente
moderno.
Una commedia tenera e romantica, tutta puntata sul ritmo, che
rifugge il monumentale e il fastoso, ma che è soprattutto coinvolgente
come solo il personaggio di Cyrano sa essere, capace com’è di
gridare e di piangere con eguale convinzione, senza privare di risalto
e spessore gli altri personaggi, spesso distrattamente appiattiti,
dando un’opportunità a giovani talenti emergenti.
Alessandro Preziosi, reduce dai successi televisivi e cinematografici,
ma soprattutto dal percorso intrapreso con Amleto, raccoglie la
sfida tutta teatrale di mettere in scena lo scrittore e poeta perennemente
in bolletta, che ama mettere in ridicolo i suoi nemici con
la straordinaria abilità della spada, leggendaria almeno quanto la
lingua, tutta giocata tra trovate comiche e giochi di parole, pur raggiungendo
le vette più alte della poesia ottocentesca.
- dalla scheda di presentazione della Compagnia
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