Giovedě 19 ottobre 2006 ore 21.00, nella Sala Minore del Teatro Politeama di Poggibonsi (Siena) Arca Azzurra Teatro presenta "La guerra piccola" di Alberto Severi. Adattamento, ideazione dello spazio, regia Ugo Chiti. Con Massimo Salvianti, Dimitri Frosali, Lucia Socci. Realizzazione scene e disegno luci Marco Messeri - Costumi Giuliana Colzi - Aiuto regia Andrea Costagli. Ingresso: euro 12 intero - euro 10 ridotto.
Ad un passo dall'inizio della stagione di prosa e musica 2006/2007 del Teatro Politeama di Poggibonsi, ecco un atteso fuori abbonamento con "La guerra piccola" di Alberto Severi e regia di Ugo Chiti, che va in scena per la compagnia Arca Azzurra Teatro, giovedì 19 ottobre 2006 alle ore 21.00 nella Sala Minore del nuovo Politeama.
Interpreti Massimo Salvianti, Dimitri Frosali e Lucia Socci. Realizzazione scene e disegno luci Marco Messeri, costumi Giuliana Colzi, aiuto regia Andrea Costagli.
A novant'anni dal suo inizio "La guerra piccola" si presenta come una anti-celebrazione per ricordare l'assurdo macello della grande guerra, di tutte le guerre.
Ingresso: euro12 intero – euro 10 ridotto.
Lo spettacolo - Siamo nell'altopiano di Asiago, nel 1916. Le truppe italiane stanno faticosamente riconquistando il terreno perduto durante la cosiddetta "spedizione punitiva" degli austriaci. In un casolare sfollato, semidistrutto dai bombardamenti, due soldati trovano un giovane impiccato. Poi, dalle tenebre della casa, spunta fuori anche una strana ragazza che dice di essere la contorsionista di un circo, di chiamarsi Aspasia, "come l'etèra di Pericle", e di essere stata violentata da un soldato ungherese. Comincia così una notte densa di misteri, durante la quale Aspasia prenderà le sembianze della giovane donna amata da uno dei due soldati – e morta di parto – , si preciseranno, o si confonderanno, posizioni ideologiche o confuse filosofie, baleneranno visioni e premonizioni, il soldato più giovane arriverà ad un passo dalla salvezza, ma l'altro, con un truce colpo di teatro, lo riporterà sulla via della perdizione,
dentro all'eterno mito maschile e autodistruttivo della Grande Guerra.
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