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Poggibonsi
Comunicato stampa 04 aprile 2006
"Prometeo legato" di Eschilo
nella Sala Maggiore del Teatro Politeama
Laboratorio Teatrale Thiasos in collaborazione con l'Associazione Culturale ARSenale delle ARTI
Regia Alessandro Biotti
Interpreti: Emanuele Glave, Francesco Ferrarese, Silvia Assunti, Giacomo Benelli, Martino Montomoli, Natascia Naldini, Flavia del Seta, Filippo Basetti, Luigi Pascià e il Coro di Oceanine.
Traduzione Ezio Savinio, Aiuto Regia Giacomo Benelli, Costumi Lucia Cristiani, Trucco Ilaria Toniaccini, Scene Francesco Galgani, Luci Mattia Marini, Fonica Alessandro Antichi.
Musiche Scriabin - Ligeti - Sibelius.
Produzione Liceo "A. Volta", Segreteria Roberto Agnorelli e Anna Scopelliti.

All'ingresso del Teatro Politeama, dalle ore 17,00, mostra di videoproiezioni di Tommaso Awerbuch

"Nuove linee interpretative e drammaturgiche per la tragedia greca"
La tragedia greca si presenta con nuove linee interpretative e drammaturgiche e va in scena al Teatro Politeama di Poggibonsi con "Prometeo legato" di Eschilo, in programma nella Sala Maggiore martedì 18 aprile 2006 alle 20,45 per la regia di Alessandro Biotti. La rappresentazione è curata dal Laboratorio Teatrale Thiasos in collaborazione con l'Associazione Culturale ARSenale delle ARTI. L'iniziativa fa parte di un programma di valorizzazione di realtà culturali presenti nel territorio che da tempo segnano prospettive nuove nell'ambito della ricerca teatrale e delle discipline artistiche in genere.
La produzione è a firma del Liceo "Alessandro Volta" di Colle di Val D'Elsa.
Lo spettacolo si rivolge ai soci dell'Associazione ARSenale delle ARTI.

Per informazioni e prenotazioni 346 3783049, e-mail arsenart@hotmail.it, sito internet www.arsenaledellearti.blogspot.com.
La visione è riservata anche agli abbonati alla stagione del Teatro Politeama, previa prenotazione obbligatoria al numero 0577 985697.

Lo spettacolo - L'opera, nella potente ed evocativa traduzione di Ezio Savinio, caratterizzata da un estremo minimalismo scenico, è segnata da apparizioni simboliche tese a riattivare l'attualità di un mito fondante della tradizione occidentale.
Prometeo, ladro di fuoco, passa in scena con una luce in mano, illumina una corona di filo spinato e guarda, seduto, uno spezzone del film Frankestein di Lang.
Bia (Violenza) tende un drappo rosso tra la terra e il cielo: scia di sangue, di potere, di violenza. Prometeo vive la scena costretto in uno spazio ridotto, una piattaforma che lo isola e al tempo stesso lo colloca in una dimensione ambigua tra il basso e l'alto, tra cielo e terra: Prometeo segno di ambiguità e contraddizione.
I personaggi sono astratte personificazioni concettuali (Kratos e Bia = Dominio e Violenza) o divinità o, come Iò, una creatura polimorfa, bestiale e umana. Le forme espressive e gestuali sono caratterizzate da tensione, contrazione, lentezza, scatto, gravità, chiusura, ripiegamento, ma anche apertura, armonia, ascensione, scioltezza. Le movenze sono ieratiche.
Il gesto rituale rompe il senso e il sentimento del tempo: è sospensione del quotidiano e tensione alla complessità. Lo scheletro linguistico tende alla musicalità, fatta di suoni duri, allitteranti e marcati, effetti d'eco, vibrazioni acustiche, alternanze di suoni e silenzi: la retorica letteraria si trasforma in suono per essere recepita come ri-sonanza, al di là del suo significato: il suono del singulto, il suono del lamento, il suono dell'urlo, il suono del canto.
L'opera è destinata ad un pubblico che deve accordarsi, armonizzarsi con la ritualità scenica dello spettacolo, e imparare a servirsi di quello che sente e che vede, farsi carico dell'angoscia di Prometeo per fruire dell'efficacia catartica del Prometeo, che passa attraverso la sofferenza fisica, attraverso un impatto ineludibile col destino che costringe ad una condizione di dolore: non c'è teatro senza angoscia, perché non c'è esistenza senza angoscia.
L'angoscia dell'oggi sta nella perdita dello spirito, nella urlata ed esaltata volgarità di linguaggi, che reprimono la sensibilità e le potenzialità creative dell'uomo. Noi aspiriamo ad imparare e capire come le forme mitiche originarie possano riempire il presente e superarlo. Il recupero del mito, del suo affascinante e affabulatorio mistero, è oggi spesso svalutato da una falsa e deviante, frustrante mentalità scientifica, mentre il mito è fonte inesauribile di problematiche umane.
Prometeo è una forma mitica originaria e assoluta che ci proietta nel pre-moderno e ci aiuta a superare la crisi del moderno. Il senso del limite e il superamento del limite stesso è l'angoscia tragica di Prometeo, sublimata nell'accettazione del sacrificio. Prometeo è il ribelle capace di amore. Prometeo è l'altezza impervia di una razionalità in eccesso che si scontra con l'orgogliosa affermazione e autocompiacimento di sé. L'arma di Prometeo è una sovversiva fiducia nel sapere che combatte per sondare la struttura del divino. Prometeo vuole dominare la natura. Il fuoco è la luce, la luce è la conoscenza, è l'arte, è la cultura che modella e vuole dominare la natura.
Questo è l'orgoglio di Prometeo, ma anche il suo limite, la sua colpa, il suo peccato.

La Compagnia - L'Associazione culturale senza scopo di lucro ARSenale delle ARTI, nata nell'anno 2005 ad opera di alcuni ex-studenti e docenti del Liceo A. Volta, organizza e promuove iniziative artistico - culturali in diversi ambiti espressivi. In particolare è il settore teatrale, in cui l'Associazione opera da circa dieci anni attraverso il Laboratorio teatrale Thiasos, ad aver ottenuto i maggiori riconoscimenti a livello territoriale e nazionale, come testimonia la collaborazione con il teatro Bonci di Cesena.
L'aspetto tematico fondante il lavoro del Laboratorio si è concentrato sullo studio di nuove linee interpretative e drammaturgiche della tragedia greca. Su questo orizzonte di ricerca l'idea del "classico" ha assunto forti valenze di modernità che si propongono come chiavi di comprensione del nostro presente. Il Laboratorio ha in questo senso prodotto spettacoli quali Mìasma (2003) Antigone (2004) o Prometeo Legato (2005) che, a partire da un impianto classico, si snodano attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo e di forte impatto.
Accanto alla messa in scena di drammi antichi il Laboratorio a partire dal 2000 si è avvicinato a forme di lettura drammatizzata di classici della letteratura italiana, come il caso della Commedia di Dante Alighieri - progetto triennale di lettura integrale dell'opera - che è stato rappresentato nel 2002 al teatro del Popolo di Colle Val d'Elsa; in questa direzione di lettura drammatizzata il Laboratorio ha affrontato testi delle Sacre Scritture (Apocalisse, Osea) e pagine agiografiche.

Informazioni:
Compagnia: 346 - 3783049, e-mail arsenart@hotmail.it, sito internet www.arsenaledellearti.blogspot.com
Politeama: 0577/985697 - info@politeama.info
 
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