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Comunicato stampa 07 ottobre 2005
«Il teatro e la città», oltre 4mila gli spettatori
L'assessore alle Politiche Culturali Dario Ceccherini: «Un saggio di quanto avverrà in questo spazio plurale, ricco di possibilità, capace di attivare fertili convivenze».
Paolo Poli e Antonio Ballista, Ugo Chiti, Riccardo Pangallo, Stefano Bollani e l'Orchestra della Toscana, Marco Vichi e la Bandabardò, Carlo Verdone, Cristina Comencini, il «Giardino dipinto» del TPO, le acrobazie "bagnate" dei Potlach. Questi gli artisti che hanno partecipato a «Il teatro e la città», microstagione pilota che ha segnato l'inaugurazione del teatro Politeama a Poggibonsi.
«Un saggio - dichiara l'assessore alle Politiche Culturali Dario Ceccherini - di quanto avverrà in questo spazio plurale, ricco di possibilità, capace di attivare fertili convivenze. In questa circostanza, con tanti e diversi tipi di spettacolo, le sale hanno dimostrato di essere in grado di ospitare vari tipi di eventi».
Sono state oltre 4mila le persone che hanno partecipato ai vari spettacoli, a partire dalle «Favole» di Paolo Poli e Antonio Ballista (il 17 settembre) fino al «Concertone» di Stefano Bollani e dell'Orchestra della Toscana (29 settembre).
«Da sottolineare - dice l'assessore alle Politiche Culturali Dario Ceccherini -l a presenza di due nuove produzioni, "Due soldi di speranza", appositamente creato per il Politeama da Silvia Signorini e Massimiliano Poli, che è stato replicato ben quattro volte e "Incontrinscena", una originale contaminazione fra musica e letteratura con Marco Vichi e la Bandabardò che è stata ulteriormente impreziosita dalla visita di Piero Pelù».
Oltre agli spettacoli di cinema, teatro, musica, presente anche l'arte visiva con la mostra «Gli anni del neorealismo: tendenze della fotografia italiana», ideata e realizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (Fiaf) in collaborazione con l'Archivio Fotografico Toscano. Circa 100 fotografie d'autore del dopoguerra italiano che resteranno esposte fino al 15 ottobre.
«E' stata - prosegue Dario Ceccherini - una festa per tutta la città, un momento importante che abbiamo voluto sottolineare fino dalla scelta del titolo "Il teatro e la città", che indica il ricongiungimento della città con il teatro, la ricomposizione di una frattura iniziata con il tragico bombardamento del 1943».
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