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Poggibonsi
Comunicato stampa 24 settembre 2005
Cento scatti d'autore sul dopoguerra italiano
Si inaugura domani nella sala esposizioni del teatro Politeama, «Gli anni del neorealismo. Tendenze della fotografia italiana». Sempre domani, in scena alle 21.15 e alle 22.15 nei vari spazio del teatro, lo spettacolo inedito «Due soldi di speranza» di e con Silvia Signorini e Massimiliano Poli e con la partecipazione di alcuni cittadini poggibonsesi.
Il neorealismo italiano protagonista domani al teatro Politeama di Poggibonsi (Si) con una mostra fotografica e uno spettacolo teatrale dedicato agli anni del dopoguerra.

La mostra fotografica raccoglie cento scatti in bianco e nero di trenta dei maggiori fotografi italiani fra la fine della seconda guerra mondiale ed i primi anni Sessanta. La mostra «Gli anni del neorealismo. Tendenze della fotografia italiana» sarà inaugurata domani, domenica 25 settembre alle 17,30 presso la Sala espositiva (accesso da lato di via Trento) del teatro Politeama di Poggibonsi.

L'esposizione, ideata e realizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (Fiaf) in collaborazione con l'Archivio Fotografico Toscano, è curata da Fulvio Merlak, Claudio Pastrone e Giorgio Tani e resterà aperta, ingresso gratuito, fino al 15 ottobre tutti i martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle ore 16 alle 20. All'inaugurazione interverranno Pietro Clemente, antropologo all'Università di Firenze e Adolfo Mignemi, studioso della fotografia come fonte storica.

La mostra propone un percorso geografico dell'Italia del dopoguerra e attraversa da nord a sud tutto il paese. Anche il neorealismo fotografico subisce, come corrente artistica, l'influenza del cinema e della sua forte poetica e il periodo rappresentato dagli scatti presenti in mostra è caratterizzato da forti cambiamenti storico sociali. Il costume, la cultura, le abitudini, le modalità del vivere sociale, gli svaghi e il divertimento tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta subiscono un radicale mutamento. Sono gli anni del dopo ricostruzione e del passaggio da un'economia agraria ad un primo sviluppo industriale, della crescita sproporzionata delle città e dell'abbandono delle campagne, della speculazione edilizia, della povertà e del degrado, di migrazioni, di lotte ideologiche forti. Tutto questo condiziona l'approccio degli artisti all'arte e ai suoi contenuti. I fotografi di questo periodo e la loro poetica del quotidiano e del documento sono oggi una testimonianza preziosa, tanto più che il loro lavoro nasce quasi sempre come amatoriale, per poi mettersi al servizio della stampa quotidiana o mensile. Questo occhio "amatoriale" caratterizza il gusto e le scelte artistiche in modo netto, con una forte voglia di realtà, senza retorica, di quotidianità e verità, per cogliere con la macchina fotografica il fluire della vita nei suoi momenti più comuni. I fotografi sono liberi nella scelta degli argomenti e, seppure si trovano ad avere un argomento richiesto dal giornale, sono svincolati nel modo di affrontarlo. Oggi le immagini che vediamo risultano belle immagini in modo inconfutabile, eppure gli autori che le hanno scattate non hanno affatto cercato la bellezza, ma hanno tentato di cogliere il pathos intrinseco della vita e dell'evento umano. Il percorso della mostra è ricchissimo e offre la possibilità di vedere immagini di fotografi che in seguito presero altre strade o che scomparvero.

Oggi, a cinquant'anni di distanza, ritroviamo nelle motivazioni del cosiddetto "neorealismo fotografico" una parte importante della nostra storia recente e riscontriamo una sorprendente originalità nel raccontare senza retorica e con spontaneità la quotidianità di una nazione, che dopo gli anni del fascismo e la seconda guerra mondiale, stava riscoprendo la propria identità. Per tutto il periodo della mostra si svolgeranno anche video proiezione di momenti del cinema neorealista curata da Leonardo Moggi e Stefano Frosali.

Tra i fotografi in mostra spiccano i nomi di Piergiorio Branzi (La casa del palombaro, 1954), Alfredo Camisa (Elezioni in Sicilia, 1955), Mario Cattaneo (Napoli, Vicoli, anni '50), Ernesto Fantozzi (Apprendista meccanico, 1960), Fulvio Roiter (I Murazzi a Pellestrina), Gianni Berengo Gardin (Venezia, 1958), Enrico Pasquali (Comacchio, Bambino che guarda una vetrina di giocattoli, 1955), Nino Migliori (Le lavandaie, 1956) e molti altri. Questo l'elenco completo degli autori: Enrico Bacci, Aldo Beltrame, Gianni Berengo Gardin, Carlo Bevilacqua, Enzo Bevilacqua, Gianni Borghesan, Piergiorgio Branzi , Alessandro Brembilla, Giuseppe Bruno (Bepi), Alfredo Camisa, Tranquillo Casiraghi, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Luigi Crocenzi, Mario De Biasi, Sergio Del Pero, Toni Del Tin, Pietro Donzelli, Ernesto Fantozzi, Stanislao Farri, Ferruccio Ferroni, Mario Finocchiaro, Mario Giacomelli, Fosco Maraini, Nino Migliori, Enrico Pasquali, Federico Patellani, Franco Pinna, Fulvio Roiter.

La mostra è accompagnata da un volume di 240 pagine con più di 200 fotografie, nel quale si trovano anche alcuni saggi di studiosi della storia della fotografia, che analizzano le radici del fenomeno e le tendenze che ne sono scaturite; nonché alcune interviste con gli autori stessi delle fotografie riportate a fondo catalogo.

Lo spettacolo teatrale «Due soldi di speranza».
Si tratta di un percorso itinerante sul dopoguerra italiano che sfrutta come spazio scenico i vari ambienti del teatro Politeama. Domani, domenica 25 settembre andrà in scena lo spettacolo «Due soldi di speranza» di e con Silvia Signorini e Massimiliano Poli e con la partecipazione di alcuni cittadini poggibonsesi.
«Due soldi di speranza», titolo preso a prestito dal film neorealista di Renato Castellani, narra le vicende di un giovane che torna al suo paese dopo il servizio di leva. La storia, che racconta il senso di precarietà di quegli anni, viene raccontata nei vari spazi e luoghi del teatro Politeama. Le scale, il foyer, le sala maggiore, i corridoi, diventano un palcoscenico di visioni e di storie.
Lo spettacolo, appositamente prodotto per il nuovo teatro Politeama, vede nel ruolo di attore, anche alcuni cittadini poggibonsesi con età che vanno dagli 8 anni agli over '70 (oltre ai bambini, ci sono Romina Di Renzo, Pietro Fanelli, Duccio Limberti, Faro Pierini, Marisa Renzi, Sandra Signorini, Nella Tanzini).
«Due soldi di speranza», a numero chiuso (prenotazione obbligatoria allo 0577986335) sarà messo in scena alle 21,25 e alle 22,25 (sarà successivamente replicato il 3 ottobre nello stesso orario).
Silvia Signorini, classe 1968, fa parte della compagnia teatrale LaLut-Libera Università del teatro di Siena. E' co-fondatrice del gruppo di teatro di strada «Le fresche frasche».
Massimiliano Poli, classe 1973, è attivo nel campo teatrale dall'inizio degli anni '90. Collabora da anni con la compagnia Katzenmacher diretta da Alfonso Santagata.

«Due soldi di speranza» e la mostra «Gli anni del neorealismo. Tendenze della fotografia italiana» fanno parte di «Il teatro e la città», miscrostagione inaugurale organizzata dal comune di Poggibonsi per festeggiare l'apertura del teatro Politeama avvenuta il 17 settembre. «Il teatro e la città» prosegue fino al 29 settembre.

Per informazioni 0577986335.
 
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